L’Associazione Italiana Giovani Notai ci chiede un contributo!

 

Aggiornamento

Il XLIX Congresso Nazionale del Notariato Italiano non ha approvato l’ordine del giorno dell’Associazione Italiana Giovani Notai che chiedeva un contributo di solidarietà a carico dei Titolari di pensione notarile e la fissazione di un tetto alla contribuzione alla C.N.N. da parte dei notai in esercizio.

 Tuttavia, quest’ultima richiesta è stata fatta propria da Federnotai che si propone di farne oggetto di pubblica discussione.

 


 

 

Nell’ultimo congresso dell’Associazione Italiana Giovani Notai (AS.I.G.N.) che si è tenuto in Napoli nella suggestiva sede di Castel dell’Ovo

 (buongustai!) è stata approvata la proposta di presentare al prossimo XLIX Congresso Nazionale del Notariato Italiano (Roma 6/7 novembre prossimo) il seguente ordine del giorno.

 

ORDINE DEL GIORNO N.2

DATA DI PRESENTAZIONE:

PRESENTATORE: A.S.I.G.N. Associazione Italiana Giovani Notai – Notaio Andrea Mosca

 

Il XLIX Congresso Nazionale del Notariato

– considerato il perdurare della grave crisi che ha portato ad un dimezzamento degli onorari di repertorio dei notai da un lato ed un aumento della pressione contributiva previdenziale dall’altra;
– considerato che l’attuale criterio di calcolo delle pensioni è tarato su un sistema ad onorario di repertorio sempre crescente, senza tenere conto di momenti di crisi;
– considerata anche la recente sentenza della cassazione in merito ai diritti quesiti;

CHIEDE

che la Cassa Nazionale del Notariato, provveda alla modifica della propria organizzazione interna e dell’intero sistema previdenziale notarile basandolo sui seguenti principi:

  • adeguamento delle pensioni all’andamento economico generale e non innalzamento dei contributi in base alle pensioni da erogare;
  • riorganizzazione gestionale sia per quanto riguarda la composizione del consiglio, sia per quanto riguarda il personale, considerata anche la gestione indiretta del patrimonio immobiliare;
  • valutazione di un contributo di solidarietà sulle pensioni a sostegno dei colleghi in esercizio in stato di bisogno;
  • utilizzazione di ogni risorsa possibile per accedere ai fondi europei messi espressamente a disposizione dei professionisti per politiche a sostegno dei neonotai e dei colleghi in esercizio che si trovano in difficoltà
  • passaggio dall’attuale polizza sanitaria ad un sistema basato su convenzioni.

Ludovico Maria Capuano

Alessandro Zampaglione
Michele Manente
Raffaele Viggiani
Andrea Mosca
Alessandro Panzera
Gianluca Fusco
Demetrio Rando
Enrico Maria Stasi
Tommaso Del Freo

 


 Se volete leggere l’originale scaricate l’Odg n. 2 da questa pagina;

 Se poi volete far sentire la vostra opinione direttamente agli interessati, a questo indirizzo http://www.giovaninotai.org/?page_id=57, trovaste il modulo per inviare messaggi all’Associazione Giovani Notai.


 

 Lo sport nazionale.

 Quando non si sa come far quadrare i conti o ci si sente alle strette sul piano economico sembra che la soluzione più ovvia sia quella di chiedere un contributo ai pensionati, evidentemente ritenuta categoria di fannulloni che nulla producono limitandosi a percepire una indebita rendita!

 Lo fa reiteratamente il governo nazionale istituendo contributi di solidarietà; quasi per contagio, lo fanno adesso anche i “giovani notai” con questo ordine del giorno che merita qualche considerazione.

 E’ necessario però partire da qualche dato.

 

 Il Sole 24 Ore di sabato 31 maggio 2014 nella pagina Norme e Tributi, riporta i redditi medi per categoria, dichiarati dai contribuenti italiani con riferimento all’anno 2012, ultimo dato disponibile.
 Risulta che i notai attivi hanno dichiarato un reddito medio di € 233.000 (poiché si tratta di reddito dichiarato esso è già depurato di tutti i costi deducibili e, quindi, anche dell’importo della contribuzione a CNN).
 Dal bilancio della CNN 2012 risulta che l’importo complessivo erogato per “prestazioni correnti previdenziali” (in pratica pensioni) è di € 185.269.432; 

 Dai documenti pubblicati dalla CNN insieme al bando di gara per la nuova assistenza sanitaria (“Tabella anagrafica relativa al quesito D”) risulta che il numero dei beneficiari di pensione notarile, con riferimento agli anni 2012/2013 e di 2481 e che il numero dei notai attivi, con riferimento agli stessi anni è di 4.920;

Dividendo l’importo complessivo delle prestazioni pensionistiche erogate per il numero dei percipienti, si ottiene il livello medio del trattamento di cui beneficiano i pensionati della CNN = 74.675.

 Con delibera dell’11 aprile 2014, approvata nella seduta del 9 maggio 2014, il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha stabilito in  € 25.574,29 il massimale per la concessione dell’assegno di integrazione relativo ai repertori dell’anno 2013, come si può leggere a questo indirizzo: http://www.cassanotariato.it/news/integrazione-2013-deliberato-il-massimale.html

 

A partire da questi dati si pongono alcune riflessioni e qualche domanda. 

 

 Le riflessioni:
 tenuto conto dell’ammontare dei redditi dichiarati al fisco, sopra riportati, se ci sono notai in esercizio in stato di bisogno, vuol dire che ci sono notai in esercizio il cui reddito si colloca a livelli molto più alti di quello medio (per rievocare l’aforisma di Trilussa a proposito delle medie, se alcuni non hanno il loro pollo vuol dire che ce ne sono altri che di polli ne hanno due o più);
 quando “giovane notaio” ero io, spesso lo stato di bisogno, era determinato dall’invadenza dei colleghi più anziani: l’ex titolare della sede che continuava a curare i suoi vecchi clienti in una sede ormai non più sua; il collega della sede vicina che aveva il recapito fisso o volante nella sede altrui; per non parlare di casi di ben più illecita concorrenza, che taccio per amor di patria.
 Ora forse non è più così, ma ho sentito parlare, da esponenti di organi di Istituto, di “grosse sperequazioni nella distribuzione del lavoro e dei ricavi professionali”, della necessità di “porre un argine agli studi/azienda, ai cosiddetti, “attifici” con un limite quantitativo di lavoro per ciascun notaio” (In Bollettino della CNN n. 4/2009, pag.11).
 Malignità circolanti nell’ambiente professionale narrano di studi notarili nei quali si riescono a stipulare anche un centinaio di atti al giorno! Io non so se questo risponde a verità, però se si vocifera …

 Le domande:
 Visto l’ammontare dell’assegno di integrazione, a quale livello i giovani notai pongono il limite dello stato di bisogno?
 Perché  una categoria che ha un reddito medio di € 74.675 dovrebbe soccorrere quella i cui componenti dichiarano un reddito medio di € 233.000, cioè di tre volte superiore?
 Perché il contributo non viene richiesto ai titolari degli “studi-azienda”, istituendo una proporzionalità di contribuzione che, per essere, tale deve essere rapportata non al valore del singolo atto, ma al reddito professionale complessivo?
 I giovani notai hanno fatto il conto di quanto incide in percentuale la contribuzione alla CNN sul reddito medio effettivo (quello dichiarato al fisco) dai notai in esercizio?
 Io l’ho fatto sulla base di dati estratti dai documenti sopra richiamati:
 La contribuzione totale è stata (2012) di € 196.533.104; il numero dei contribuenti è di 4.920;
dividendo l’ammontare della contribuzione complessiva per il numero dei contribuenti, la contribuzione media risulta di € 39.946, (deducibile dal reddito dichiarato);
 calcolando la percentuale della contribuzione media sul reddito medio dichiarato al fisco (non quello di repertorio che è fittizio) si ottiene il 17%. Buoni 10 punti in meno dell’incidenza sul lavoro dipendente.

 Dunque non è questione di diritti acquisiti e il richiamo, contenuto nell’O.D.G. agli orientamenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione in materia, non è pertinente.  
 M Giuliano

 

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